Via le “mura” di conifere in giardino: perché dovresti togliere oggi stesso la tua siepe

Il vicino sta con le mani sui fianchi a guardare la sua siepe di conifere. La stessa siepe che c’era già quando ha comprato casa, da qualche parte negli anni Novanta. Marrone sotto, spoglia all’interno, solo in cima una striscia verde, rada e stentata. Sospira, prende il tagliasiepi, poi lo rimette a posto. Perché sì, “in giardino si fa così”, no?

Dall’altra parte della strada si sentono voci di bambini. Lì la vecchia fila di conifere è sparita l’anno scorso. Al suo posto: piante basse, fiori, un pezzo di prato, un piccolo salice. Il giardino sembra improvvisamente il doppio. E, onestamente, è molto più allegro di quel muro scuro di conifere.

In una fresca mattina di sabato succede. Il vicino noleggia un carrello, chiama un amico con la motosega e mormora: “Le tolgo.” Non sa ancora che insieme alla siepe sparirà molto di più.

Perché le siepi di conifere sono ben oltre la data di scadenza

Basta entrare in un qualsiasi quartiere di villette recente: pareti infinite di conifere. Un tempo simbolo di “bella privacy”, ora soprattutto un ricordo di quando il giardino serviva solo a chiudersi dentro. Un muro verde, ordinato, preciso… e totalmente impenetrabile per luce, aria e vita.

Molte di queste siepi sono ormai vecchie. Sono spoglie alla base, stringono visivamente il giardino e occupano più spazio di quanto sembri. Una siepe di conifere profonda 1,80 metri ruba una bella fascia del tuo spazio esterno. E in cambio, spesso non hai atmosfera, ma ombra.

Abbiamo finito per accettare che “una siepe così ci deve essere per forza”. Come se fosse una tradizione sacra che non si può toccare. Mentre il nostro modo di abitare e vivere è completamente cambiato.

Un giardiniere di Utrecht ha raccontato che nel 2023 ha tolto più siepi di conifere di quante ne abbia potate. Vedeva lo stesso schema in ogni strada: siepi vecchie, fuori misura, secche dentro, quasi impossibili da riportare in forma. “La gente vuole luce, colore e spazio”, diceva. “Non più un bunker verde.”

Ha raccontato di una coppia che voleva vendere la propria casa a schiera. L’agente immobiliare ha dato un consiglio inaspettato: togliete quella siepe scura di conifere. Hanno esitato, ma alla fine l’hanno fatto. Dopo la trasformazione, con una recinzione aperta, rampicanti ed erbe ornamentali, il giardino sembrava molto più profondo. Le foto dell’annuncio spiccavano tra tutti i giardini “standard”.

Risultato: più visite, vendita più rapida e prezzo più alto rispetto alle case vicine. Non solo perché il giardino era più bello, ma perché gli acquirenti riuscivano a immaginarsi più facilmente una propria vita lì. Una siepe larga e chiusa dà spesso la sensazione di essere “bloccati” in una scelta del passato.

Molte siepi di conifere sono state scelte per comodità. Crescevano in fretta, davano privacy e non serviva pensare a un progetto. Quella comodità ora torna come un boomerang. Le conifere radicano in profondità, spingono le recinzioni e prosciugano il terreno. Il suolo sotto diventa povero e duro, e le altre piante lì fanno fatica a sopravvivere.

In più, si parla sempre più di biodiversità. Insetti, uccelli, farfalle: hanno bisogno di varietà. Una parete monotona di conifere è quasi un deserto per molte specie. Una siepe mista o una separazione più ariosa riporta la vita. E sì, il tuo giardino appare subito più accogliente verso la strada e i vicini.

Come smettere oggi stesso con il “riflesso da conifera”

Se vuoi eliminare la tua siepe di conifere, non devi avere tutto perfetto in un solo weekend. Puoi iniziare in piccolo. Scegli prima quale parte togliere: l’angolo più in ombra, il tratto già mezzo secco o quella strana curva in fondo dove non vai mai.

Taglia i fusti all’altezza del ginocchio e usa una vanga o un estirpatore di radici per smuovere le ceppaie. Le radici grosse puoi tirarle fuori a pezzi. Non sei un asso con gli attrezzi? Noleggia per un giorno una fresaceppi motorizzata, magari insieme ai vicini. I soldi li recuperi in luce, spazio e piacere d’uso.

Riempi la fascia liberata con una miscela di terriccio da giardino e compost. Lascia riposare il terreno per qualche settimana. In quel periodo puoi pensare con calma a cosa vuoi davvero al posto delle conifere. Senza fretta, senza panico.

Una delle paure più grandi è: “Poi i vicini mi vedono dentro casa.” Comprensibilissimo. Tutti abbiamo vissuto quel momento in cui incroci lo sguardo di qualcuno mentre giri in giardino in tuta vecchia. Ma dire addio alle conifere non significa per forza vivere in vetrina.

Puoi giocare con altezze e strati. Una recinzione in legno aperta con rampicanti, davanti una siepe leggera (per esempio di ligustro o faggio) e, ancora davanti, una fascia larga di perenni. Così crei privacy senza costruire un bunker. E sì, puoi farlo a fasi. Nessuno si aspetta che in una stagione tu realizzi un giardino da rivista.

Diciamolo chiaramente: nessuno riesce davvero a curare tutto ogni giorno. Potare, concimare, seguire tutto alla perfezione ogni settimana… la vita è piena. Scegli quindi recinzioni e piante indulgenti, che non si offendono se per una stagione le segui un po’ meno.

“Quando le conifere sono sparite, il nostro giardino non è più sembrato un corridoio buio, ma una stanza in più della casa”, ha raccontato una lettrice. “Abbiamo sentito uccelli che non avevamo mai notato.”

Per chiarirti le idee, può aiutare mettere in fila i motivi, non in modo tecnico, ma umano:

  • Più luce – Soggiorno e cucina diventano letteralmente più luminosi, il giardino sembra più grande
  • Spazio per la vita – Uccelli, api e farfalle trovano la strada verso una vegetazione varia
  • Meno manutenzione – Niente più lotte annuali con siepi altissime e bidoni del verde stracolmi
  • Flessibilità – Puoi adattare il giardino passo dopo passo alla tua vita di adesso, non a quella di vent’anni fa
  • Più piacere di vivere – Un giardino che invita a sedersi, giocare, mangiare, invece di servire solo a “chiudersi dentro”

Cosa succede quando lasci davvero andare i “sacrari” in giardino

Chi toglie una siepe di conifere, spesso elimina più di una fila di piante. Rompe anche una regola non scritta: il giardino come fortino, non come spazio di vita. Si crea letteralmente un’apertura. Verso la luce, verso i vicini, verso altre idee su come può essere il tuo spazio esterno.

Molti raccontano che il giardino all’improvviso sembra una seconda zona giorno. Mettono una piccola panchina dove prima c’erano solo rami. I bambini osano giocare più in fondo. Al posto dell’angolo più buio nasce un orto di erbe aromatiche. Piccole cose, ma cambiano il modo in cui vivi la casa.

Quello che sembrava ovvio – “qui hanno tutti una siepe così” – si sgretola appena il primo fa diversamente. Una strada in cui un solo giardino si apre, fa da esempio. Ti accorgi che i vicini iniziano a chiedere: “Come hai fatto?” I sacrari non crollano con un boato, ma con dolcezza.

Forse è questo il punto centrale: una siepe di conifere raramente racconta chi sei oggi. Parla piuttosto del precedente proprietario, di altri ideali abitativi, degli anni Novanta. Togliendola, fai spazio alla tua storia. E sì, a volte porta anche un po’ di disagio. E se poi non mi piace? E se è “troppo aperto”?

È proprio lì che diventa interessante. I giardini diventano luoghi dove sperimentare, sbagliare, ricominciare. Dove una pianta che non attecchisce non è una catastrofe, ma un test. Chi lascia le conifere per abitudine blocca anche quella voglia di giocare. Chi le taglia, in fondo dice: il mio giardino può vivere.

Non devi farlo oggi, né questo weekend, né in modo drastico e totale. Magari inizi da una sola conifera secca, sostituendola con qualcosa di più leggero. Magari da lì nasce una chiacchierata col vicino che da anni si irrita anche lui a quel muro verde. Da lì qualcosa può cambiare piano piano. Nel tuo giardino, nella tua strada, e un po’ anche in te.

FAQ

Devo rimuovere tutta la siepe di conifere in una volta sola?

No, puoi lavorare a sezioni. Inizia dalla parte più fastidiosa o più secca e osserva cosa cambia in termini di luce, privacy e sensazione generale.

Quanto costa far togliere una siepe di conifere?

Dipende da lunghezza, altezza e accesso al giardino. In linea di massima si parla di alcune centinaia di euro, meno se tagli tu e fai fresare solo le ceppaie.

Quanto tempo ci vuole perché le nuove piante chiudano un po’ la vista?

Con arbusti a crescita rapida o una siepe mista, in due o tre anni hai già uno schermo verde piacevole.

Non perdo troppa privacy senza le conifere alte?

Perdi un po’ di chiusura immediata, ma con strati intelligenti (recinzione + arbusti + aiuole) puoi bloccare i punti di vista mirati senza costruire un bunker.

Il terreno è ancora utilizzabile dopo anni di conifere?

Sì, ma di solito è povero e secco. Lavora nel suolo abbondante compost o terriccio da giardino e concedi al terreno un po’ di tempo per riprendersi prima di piantare in modo intensivo.

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Arabella Bettini
Arabella Bettini

Credo che una casa pulita e ben curata renda la vita più tranquilla e piacevole. Per questo condivido consigli pratici sul lavaggio e la cura dei capi, sulla pulizia e l'organizzazione della casa, basati sulla mia esperienza personale e su soluzioni collaudate per la vita quotidiana. Prima di scrivere, verifico attentamente ciò che funziona davvero, tenendo conto dei materiali, dei tessuti e dei metodi più efficaci e sicuri. I miei articoli nascono dal desiderio di offrire consigli semplici, affidabili e accessibili a tutti.