Scoperto il sistema solare LHS 1903 con due pianeti simili alla Terra: “Rompe tutti gli schemi”

Un sistema che sconcerta l’Astronomia

L’Astronomia dispone ora di dettagli su un nuovo sistema solare che, secondo gli esperti, contiene “due Terre”. Si tratta di LHS 1903, un sistema che finora si sa ospitare quattro pianeti.

Un recente articolo di un quotidiano spagnolo definisce LHS 1903 come “una stella nana rossa intorno alla quale sono stati scoperti quattro pianeti la cui disposizione sfida tutti i modelli fisici vigenti”.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista specializzata Science. L’astronomo Ignasi Ribas ha spiegato che il sistema LHS 1903 “non si adatta a nulla di ciò che conoscevamo finora” perché “è disordinato”. Ma cosa significa, in pratica?

Perché è un scoperta unica

LHS 1903 non è visibile dalla Terra. Il sistema ha un primo pianeta roccioso simile al nostro, due pianeti di dimensioni intermedie avvolti da gas (paragonabili a Nettuno) e un quarto pianeta, anch’esso roccioso e simile alla Terra. È proprio questa combinazione a essere insolita.

Tra oltre 6.000 esopianeti e quasi 4.500 sistemi planetari identificati, non si era mai osservata una struttura di questo tipo. La presenza del quarto mondo lascia perplessi gli astronomi, perché la sua formazione sembra discostarsi dalla teoria classica secondo cui i pianeti nascono da un grande disco di polveri e gas che circonda le stelle nelle prime fasi della loro vita.

Secondo gli autori dello studio, è probabile che questo quarto pianeta si sia formato “in un ambiente privo di gas e in un periodo successivo rispetto agli altri”. Questo implica che in questo sistema solare ci siano state due “genesi” planetarie, qualcosa di mai visto prima.

Ribas riassume così l’ipotesi: “I tre pianeti interni si sono formati prima e si sono arricchiti di gas quando ciò era possibile, mentre quello esterno sarebbe apparso qualche milione di anni più tardi”.

Com’è fatto il sistema solare LHS 1903

Secondo lo studio, la stella LHS 1903 si trova a 120 anni luce di distanza, circa 1.000 miliardi di miliardi di chilometri, una distanza irraggiungibile per qualunque navicella spaziale.

I primi tre pianeti del sistema sono stati individuati dal telescopio Tess della NASA tra il 2019 e il 2023. Il quarto è stato scoperto dal telescopio Cheops dell’Agenzia Spaziale Europea. Quest’ultimo pianeta ha un raggio pari a 1,7 volte quello della Terra, il che suggerisce una densità molto simile a quella del nostro pianeta.

Rispetto ad altri sistemi con pianeti di composizione e dimensioni paragonabili, LHS 1903 mostra una configurazione inusuale: “due piselli al centro e due lenticchie alle estremità, che sarebbero i pianeti terrestri”, sintetizza José Caballero, ricercatore del Centro di Astrobiologia spagnolo. “Questo ci rompe tutti gli schemi”.

Nel sistema LHS 1903, il pianeta più vicino alla stella impiega solo due giorni per completare un’orbita, mentre quello più lontano ne impiega 29.

In Astronomia, le nane rosse sono stelle più piccole e instabili del Sole. I loro pianeti orbitano molto più vicini alla stella, cosa che rende molto difficile la presenza di condizioni adatte alla vita.

“Un bombazo” per gli astronomi

Caballero definisce la scoperta “un bombazo”, cioè qualcosa di esplosivo e sconvolgente per la disciplina. Il motivo è chiaro: “In nessuno dei più di 6.000 esopianeti conosciuti avevamo indizi che uno di essi si fosse formato dopo i suoi compagni”.

In teoria, tutti i pianeti dovrebbero formarsi più o meno contemporaneamente a partire dal grande disco protoplanetario, dove gli oggetti nascono nello stesso intervallo temporale.

Per Ribas, questo risultato ha “un interesse particolarmente grande per la comprensione dell’architettura dei sistemi planetari”, perché costringe a rivedere i modelli su come nascono e si organizzano i mondi intorno alle stelle.

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Arabella Bettini
Arabella Bettini

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