Perché è meglio evitare di regalare rose a San Valentino? È questa la “domanda non così stupida” a cui rispondiamo oggi, nell’appuntamento podcast dell’edizione serale.
Rose a San Valentino: tradizione romantica o scelta poco sostenibile?

Allora sì, le rose a San Valentino sono un po’ come le crêpes a Chandeleur, sono una tradizione. Ma a volte le tradizioni… cambiano. Se San Valentino è a febbraio – fin qui niente di nuovo – la stagione delle rose in Italiava piuttosto da maggio a settembre.
Quindi, chi dice rose a San Valentino, dice fiori importati. Dal Kenya, dall’Etiopia o dai Paesi Bassi, per esempio. Non è il massimo. Soprattutto quando le rose devono percorrere più di 10.000 chilometri per arrivare in Italia.
Se si considerano il trasporto, la produzione e la conservazione, l’impronta di carbonio delle rose è da rivedere. È semplice: il consumo energetico generato dall’acquisto di un mazzo di 25 rose equivale a un viaggio in auto di venti chilometri. Ora siete avvisati! Bene, ora, se avete ancora intenzione di acquistare delle rose per San Valentino, preferite quelle provenienti dall’Africa. Infatti, le rose etiopi e keniote beneficiano di un sole naturale, cosa che non avviene per quelle prodotte nei Paesi Bassi. Le rose dei nostri vicini europei crescono in serre riscaldate.
Tulipani piuttosto che rose

Allora, con cosa sostituire le rose a San Valentino? Potete optare per i tulipani rossi. Come le rose, sono il simbolo della passione e dell’amore intenso. È il fiore delle dichiarazioni d’amore e almeno è di stagione.
E la buona notizia è che non sono gli unici fiori che crescono in Italia in inverno. Ci sono anche mimose, anemoni, gigli… Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta.







