La tua lavatrice non è rotta: è normale che ci metta una vita a fare il bucato e che il display sbagli quasi sempre i tempi

Può sembrare che più innovazioni aggiungiamo a un elettrodomestico, meglio sia. Più funzioni ha, più dovrebbe semplificarci l’uso quotidiano e più ci verrà voglia di usarlo. Ma a volte meno è davvero più, e chi ha una lavatrice moderna probabilmente sarà d’accordo.

Nelle fasce medie sono ormai apparecchi sempre più complessi, con caratteristiche impensabili fino a pochi anni fa che promettono di risolverci il problema del bucato. Però ci sono diversi inconvenienti a cui faccio ancora fatica ad abituarmi.

Non parlo degli extra come la connessione Wi‑Fi da configurare o i sistemi che dosano automaticamente il detersivo. I punti critici sono altri, legati alla durata dei programmi di lavaggio, e qui c’è ancora molto da migliorare.

Fare il bucato richiede un’eternità

Il nodo della questione è la durata dei cicli di lavaggio. È vero che quasi tutti i modelli hanno programmi rapidi che promettono di lasciare i capi come nuovi in meno di un’ora. Molti però non ci riescono, perché questo lavaggio “espresso” è di solito meno efficace sulle macchie difficili: il tessuto resta meno tempo in ammollo e il detersivo ha meno margine per agire sullo sporco incrostato.

In più, spesso non si ottiene una disinfezione adeguata, quindi non è consigliabile usare questi programmi veloci se vogliamo la massima igiene per capi come vestiti da neonato, lenzuola o asciugamani.

Di solito i cicli rapidi consumano anche meno acqua rispetto a quelli tradizionali. Se poi riempiamo molto il cestello nel tentativo di risparmiare il più possibile, la quantità d’acqua può diventare insufficiente per pulire bene tutti i capi in una sola volta.

Per fortuna, direte, molte lavatrici hanno i cicli ECO, che promettono la migliore pulizia risparmiando acqua ed elettricità. E in effetti è così, ma il rovescio della medaglia è che fare il bucato tende a diventare infinito. E non è solo una sensazione: in queste modalità le lavatrici impiegano davvero sempre più tempo per terminare.

Secondo uno studio dell’OCU, negli ultimi 15 anni i tempi dei cicli di lavaggio si sono allungati molto, con una chiara tendenza verso programmi sempre più lunghi. Le conclusioni principali sono queste:

Elemento / passaggio A cosa serve (in pratica)
Ciclo ECO 2008 (circa 1 h 10 min) Lavaggio sintetici a 40‑50 °C con durata ancora relativamente contenuta
Ciclo ECO 2010 (circa 1 h 16 min) Primi allungamenti per ridurre consumi mantenendo prestazioni simili
Ciclo ECO 2012 (circa 1 h 28 min) Ulteriore aumento dei tempi per ottimizzare energia e acqua
Ciclo ECO 2026 (circa 2 h 15 min) Durata media praticamente raddoppiata rispetto al 2008
Programmi cotone delicati con funzioni extra Possono superare le 3 ore complessive di lavaggio

Questi dati riguardano cicli ECO per capi sintetici a 40‑50 gradi, a pieno carico e senza funzioni aggiuntive come il prelavaggio o i programmi per cotone delicato, che possono portare la durata media oltre le tre ore.

Perché ci mettono così tanto? I motivi principali sono diversi:

  • I cestelli sono più grandi e la capacità di carico massima è in generale superiore a quella di qualche decennio fa. Se prima erano comuni modelli da 5 kg, oggi troviamo facilmente lavatrici da 7, 8, 9 o persino 10 kg. Per la macchina è un maggiore sforzo, soprattutto se deve mantenere i consumi contenuti.
  • I produttori puntano a modelli che consumino il meno possibile, sia in termini di elettricità che di acqua. Usano motori più efficienti, senza picchi di assorbimento, e questo si ottiene allungando i cicli e lavorando con temperature basse, che spesso non superano i 40‑50 gradi.

Il risultato è che, sì, il programma ECO consuma meno, ma il prezzo da pagare è un bucato che occupa buona parte della giornata.

Quel display della lavatrice che fa impazzire

Una delle cose più fastidiose è quando le informazioni mostrate dal display non corrispondono alla realtà. Con il modello che ho in casa è frequente credere che il conto alla rovescia stia per finire, che manchino solo pochi minuti, e poi vederlo “ripartire” più volte.

“Non doveva essere già finita la lavatrice? Devo stendere prima di uscire”. Sembrava di sì, ma i 9 minuti rimasti tornano a essere 19 o 21, e il ciclo sembra non finire mai.

Perché succede? Nella maggior parte dei casi non è un segno di guasto, ma il risultato di tutte le funzioni extra che lavorano in secondo piano.

È il caso, per esempio, dei sensori di carico, che rilevano la quantità di biancheria nel cestello. Se il carico è più leggero o più pesante del previsto, la lavatrice può regolare automaticamente il tempo di lavaggio per adattarsi. È la cosiddetta “rilevazione del carico” iniziale.

Come spiegano anche nei centri di assistenza Samsung, il tempo iniziale visualizzato si basa su un carico di riferimento di 4,5 kg. Con un carico maggiore, il tempo totale di lavaggio aumenta; con un carico minore, diminuisce. Questo tempo totale calcolato dopo la prima rilevazione può cambiare in seguito a una seconda o a successive stime.

Inoltre, per evitare vibrazioni eccessive o squilibri durante la centrifuga, alcune lavatrici modificano il tempo di lavaggio per ridistribuire meglio il carico all’interno del cestello.

In pratica, se cronometri davvero il tempo dall’inizio alla fine, difficilmente coinciderà con quello indicato dal display all’avvio del programma. Non significa che la lavatrice sia rotta: è semplicemente il prezzo da pagare per tutte quelle “intelligenze” e ottimizzazioni che lavorano dietro le quinte.

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Arabella Bettini
Arabella Bettini

Credo che una casa pulita e ben curata renda la vita più tranquilla e piacevole. Per questo condivido consigli pratici sul lavaggio e la cura dei capi, sulla pulizia e l'organizzazione della casa, basati sulla mia esperienza personale e su soluzioni collaudate per la vita quotidiana. Prima di scrivere, verifico attentamente ciò che funziona davvero, tenendo conto dei materiali, dei tessuti e dei metodi più efficaci e sicuri. I miei articoli nascono dal desiderio di offrire consigli semplici, affidabili e accessibili a tutti.