Aumenti pensioni da marzo: ecco chi incasserà un cedolino più alto

In busta paga non ci sono mai brutte notizie. Ma per circa quattro milioni di pensionati italiani con reddito tra 28mila e 50mila euro lordi, il cedolino di marzo 2026 conterrà qualcosa di diverso.

La legge di bilancio 2026 ha infatti ridotto la seconda aliquota Irpef dal 35% al 33%, con effetto retroattivo dal 1° gennaio. A marzo i pensionati riceveranno quindi insieme l’aumento mensile strutturale e gli arretrati di gennaio e febbraio.

Questa operazione si somma ad altri due interventi già in vigore: la rivalutazione automatica delle pensioni dell’1,4% per il 2026, stabilita dal decreto ministeriale del 19 novembre 2025, e l’aumento di 12 euro mensili della maggiorazione sociale per gli over 70 e gli invalidi civili totali con redditi bassi, introdotto con la stessa legge di bilancio.

Tre misure distinte, con destinatari parzialmente diversi, che confluiscono in un unico cedolino più pesante.

Riduzione Irpef e pensioni

La riduzione Irpef del secondo scaglione non riguarda tutti, ma solo chi si colloca, considerando tutti i propri redditi, tra 28mila e 50mila euro lordi l’anno. La maggior parte dei pensionati italiani resta quindi esclusa da questa novità.

Per gli over 70 con redditi modesti entra invece in gioco la maggiorazione sociale, che segue criteri diversi e può incidere in modo significativo su assegni intorno ai 700-750 euro mensili.

La perequazione dell’1,4% è invece universale, ma non uniforme. Per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo Inps (cioè fino a circa 2.447 euro lordi mensili nel 2026) la rivalutazione è piena. Oltre questa soglia il coefficiente si riduce progressivamente: fino a tre volte il minimo si applica il 100% dell’indice, mentre per importi più elevati la percentuale scende.

In termini pratici, una pensione da 1.000 euro lordi guadagna circa 14 euro mensili con la sola perequazione, una da 1.500 euro circa 21 euro, una da 3.000 euro circa 26-27 euro.

Gli importi netti: simulazioni per fasce di reddito

Il vantaggio complessivo a marzo si compone di tre voci: aumento mensile strutturale dovuto al taglio Irpef, arretrati di gennaio e febbraio, eventuale maggiorazione sociale.

Secondo le simulazioni citate, per chi beneficia anche della maggiorazione sociale (over 70 con redditi bassi) si aggiungono circa 12 euro mensili strutturali più 24 euro di arretrati nel cedolino di marzo, per un totale di circa 36 euro in più in quel mese.

Altroconsumo, nelle simulazioni del 21 dicembre 2025, sottolinea come i benefici del taglio Irpef crescano al crescere del reddito fino alla soglia dei 50mila euro: chi guadagna 30mila euro ottiene l’equivalente di “un caffè a settimana”, mentre il risparmio massimo teorico annuo arriva a circa 440 euro per chi percepisce 50mila euro lordi.

Perché l’Italia interviene sulle pensioni

Non è casuale che gli interventi sulle pensioni si moltiplichino proprio in questa fase storica. L’Italia ha l’età mediana più alta dell’Unione europea: 49,1 anni secondo gli ultimi dati Istat, un primato che in altri contesti potrebbe essere definito record ma che, dal punto di vista economico, suona come un avvertimento.

Nel Paese ci sono sei anziani per ogni bambino sotto i sei anni, un rapporto di dipendenza che mette sotto pressione l’intero sistema previdenziale. Non sorprende che la spesa pensionistica in Italia valga circa il 15-16% del Pil, tra le più elevate in Europa.

In questo quadro, ogni intervento di taglio fiscale sulle pensioni ha una doppia lettura. Da un lato è una misura di sostegno al reddito per chi vive con un assegno fisso in un’economia segnata dall’inflazione. Dall’altro è una scelta distributiva: i benefici più consistenti vanno ai pensionati con redditi medio-alti, mentre restano esclusi coloro che hanno pensioni minime e non raggiungono la soglia dei 28mila euro.

Rivalutazioni a confronto: cosa è cambiato negli ultimi anni

L’1,4% previsto per il 2026 è una rivalutazione contenuta se paragonata ai picchi recenti. Nel 2023 la perequazione era stata dell’8,1%, la più alta dal 1990, per compensare l’inflazione esplosa con la guerra in Ucraina e la crisi energetica. Nel 2024 è scesa al 5,4%, nel 2025 all’1,6%.

La curva discendente riflette il rallentamento dell’inflazione, ma non deve trarre in inganno: in termini assoluti, chi ha beneficiato della piena rivalutazione nel 2023 e nel 2024 ha recuperato una parte del potere d’acquisto eroso dall’aumento dei prezzi, mentre chi è stato parzialmente escluso nelle fasce più alte lo ha recuperato molto meno.

Il meccanismo della perequazione a scaglioni, con coefficienti ridotti per le pensioni più elevate, è stato più volte oggetto di ricorsi davanti alla Corte costituzionale. La Corte ha ribadito in diverse occasioni che la perequazione non è un diritto assoluto, ma può essere modulata per ragioni di sostenibilità del sistema, a condizione che non si arrivi a una compressione eccessiva e arbitraria.

Oltre i numeri: il segnale demografico

Per un pensionato che ha costruito un budget mensile preciso, venti, trenta o cento euro in più possono significare la bolletta pagata, la spesa della settimana, il farmaco che non rientrava nei conti.

Osservati da una prospettiva demografica, però, questi interventi raccontano anche altro. L’Italia è un Paese che fa sempre meno figli e che ha sempre più pensionati. La pensione come paracadute, l’assegno che arriva ogni mese e non dipende dal mercato né dal datore di lavoro, resta uno dei pochi elementi di certezza in un’economia percepita come sempre più imprevedibile dai giovani.

Sono gli stessi giovani che un giorno dovranno sostenere un sistema pensionistico progettato per una piramide demografica che oggi non esiste più.

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Arabella Bettini
Arabella Bettini

Credo che una casa pulita e ben curata renda la vita più tranquilla e piacevole. Per questo condivido consigli pratici sul lavaggio e la cura dei capi, sulla pulizia e l'organizzazione della casa, basati sulla mia esperienza personale e su soluzioni collaudate per la vita quotidiana. Prima di scrivere, verifico attentamente ciò che funziona davvero, tenendo conto dei materiali, dei tessuti e dei metodi più efficaci e sicuri. I miei articoli nascono dal desiderio di offrire consigli semplici, affidabili e accessibili a tutti.