Perché si mette il foglio di alluminio sulle pareti con umidità
Negli ultimi tempi è diventato virale un trucco domestico: attaccare del foglio di alluminio alle pareti o al soffitto dove compaiono macchie di umidità, come se fosse una soluzione miracolosa al problema.
In realtà questo metodo non serve a “curare” l’umidità, ma a capire da dove arriva. È un trucco usato in Messico, reso popolare dall’architetto Máximo Caballero, e sfrutta un principio fisico molto semplice per distinguere se l’umidità proviene dall’esterno o si forma all’interno della stanza.
Come si fa il test con il foglio di alluminio
L’architetto consiglia di tagliare un pezzo di foglio di alluminio da cucina, di quelli che si usano per avvolgere gli alimenti, e applicarlo sulla zona umida della parete o del soffitto.
Il foglio deve aderire bene alla superficie, senza lasciare spazi aperti ai lati, e va lasciato in posizione per alcune ore o fino a un giorno intero, a seconda di quanto è marcata l’umidità.
Dopo il tempo di attesa, si rimuove il foglio e si controlla dove si sono formate le goccioline di condensa: sulla faccia che era a contatto con il muro oppure sulla parte esterna, quella visibile nella stanza.
| Elemento / passaggio | A cosa serve (in pratica) |
|---|---|
| Tagliare un pezzo di foglio di alluminio | Preparare il materiale per coprire la zona umida |
| Attaccarlo bene alla parete o al soffitto | Creare una barriera ermetica tra muro e ambiente interno |
| Lasciarlo agire per alcune ore o un giorno | Dare il tempo all’umidità di condensare sul lato “giusto” |
| Osservare dove si formano le goccioline | Capire se l’umidità arriva da fuori o si genera dentro casa |
| Interpretare il risultato | Decidere se servono interventi di impermeabilizzazione o di ventilazione/isolamento |
Come interpretare il risultato: da dove arriva l’umidità
Se, quando togli il foglio, trovi le goccioline di acqua sulla faccia che era rivolta verso la parete, significa che l’umidità arriva dall’esterno. In pratica l’acqua sta penetrando attraverso il muro o il tetto.
In questo caso, di solito servono interventi come impermeabilizzare, ridipingere con prodotti adeguati o rivestire alcune parti per bloccare le infiltrazioni.
Se invece le gocce si trovano sulla superficie esterna del foglio di alluminio, quella che si vedeva dalla stanza, l’umidità è dovuta alla condensa interna. Può dipendere da:
- Scarsa ventilazione degli ambienti
- Eccesso di umidità in casa (cucina, docce, stenditura panni)
- Parete poco o male isolata che si raffredda molto
In questo scenario il problema non è tanto l’acqua che arriva da fuori, ma l’aria umida che condensa sulle superfici fredde all’interno dell’abitazione.
Perché il trucco funziona: un po’ di termodinamica
La spiegazione sta nei principi di base della termodinamica, che studia le relazioni tra calore, lavoro, temperatura ed energia. Una delle idee chiave è che il calore è una forma di energia capace di produrre lavoro, cioè di esercitare una forza a distanza su un oggetto.
Quando il foglio di alluminio aderisce completamente alla parete, crea una piccola barriera ermetica. Quella porzione di muro resta isolata dall’aria della stanza per un certo periodo di tempo.
Questa barriera fisica e termica impedisce all’aria interna di entrare in contatto con quella zona del muro. In questo modo si può osservare se l’acqua proviene dall’interno dei materiali da costruzione (infiltrazione) o se l’umidità nasce nell’ambiente della stanza e condensa sulla superficie fredda.
In sintesi, il foglio di alluminio non elimina l’umidità, ma aiuta a diagnosticare il problema. Una volta capito da dove arriva, si possono scegliere interventi più mirati: impermeabilizzazione se l’acqua entra da fuori, oppure miglioramento di ventilazione e isolamento termico se la condensa si forma dentro casa.







